Sistemi di nebulizzazione per sanificazione ambienti e superfici

Sistemi di nebulizzazione per sanificazione ambienti e superfici

I sistemi di nebulizzazione per sanificare ambienti e superfici consentono di abbattere agenti patogeni mediante la miscela di acqua e sostanze disinfettanti (biocidi o presidi medico chirurgici) che viene erogata sotto forma di micro molecole. 

Il sistema di nebulizzazione può essere combinato con procedimenti di sanificazione come ozonizzazione e fotocatalisi quando in alcuni ambienti è necessario umidificare e nel frattempo sanificare periodicamente.

In questo articolo spiegheremo cosa significa sanificare con nebulizzazione e sanificare con ozono, come funzionano, quali sono le differenze tra sanificazione, disinfezione o igienizzazione e infine forniremo un approfondimento sui sistemi di ozonizzazione e fotocatalisi.

Sanificare con nebulizzazione e con ozono

Sanificare con nebulizzazione significa che, attraverso un impianto, viene erogata un liquido sotto forma di micro gocce per sanificare ambienti e superfici. È un sistema veloce, economico e sicuro per un ambiente salutare e privo di qualsiasi microrganismo patogeno. 

Per quanto riguarda la sanificazione con ozono, viene utilizzata una strumentazione per disinfettare e igienizzare superfici, aria e ambienti. 

L’ozonizzazione permette una sterilizzazione totale dell’ambiente ed è in grado di agire su diversi agenti presenti sulle superfici e nell’aria. Questo tipo di trattamento elimina funghi, batteri, muffe, cattivi odori e blocca eventuali virus. 

Entrambi i due sistemi di sanificazione possono essere impiegati singolarmente o contemporaneamente.

Perché sanificare con la nebulizzazione?

Come già anticipato, la nebulizzazione produce molecole d’acqua molto sottili che evaporano a contatto con la superficie. 

Per sanificare e ridurre la carica batterica da superfici e ambienti è possibile miscelare insieme all’acqua sostanze sanificanti come perossido di idrogeno o soluzioni battericide miscelate a soluzioni a bassa concentrazione di ipoclorito di sodio. 

La sanificazione con nebulizzazione è utile perché riesce a raggiungere e sanificare superfici in tempi brevi laddove altri sistemi non riescono o comunque non sanificano a fondo come un sistema di nebulizzazione. 

Il sistema di nebulizzazione è, tra le soluzioni, una delle più valide e può essere utilizzata in contesti specifici e dopo un’attenta valutazione della modalità di impiego di impianti dotati di specifiche tecnologie. 

Come funziona la disinfezione con nebulizzazione? 

Al fine di avere un quadro completo sul sistema di disinfezione con nebulizzazione può essere utile fornire un approfondimento sul suo funzionamento tecnico. 

L’impianto di nebulizzazione per sanificazione è composto da una centralina elettronica di nebulizzazione e una linea di alta pressione dotata di ugelli, ed è posizionato nella zona in cui si intende fare la disinfezione, di solito si predilige posizionarla nelle zone di passaggio in cui transitano animali o persone, oppure in zone in cui si intende disinfettare alcuni oggetti. 

In base al contesto da disinfettare si può scegliere se insieme alla centralina può essere utilizzato un serbatoio per accumulare le sostanze sanificanti premiscelate o in alternativa una pompa dosatrice in grado di miscelare l’acqua con un prodotto sanificante.

Il sistema di disinfezione può essere attivato in modalità programmata o mediante un sensore di movimento che non appena rileva il passaggio di persone o animali fa scattare la nebulizzazione per disinfettare l’ambiente. 

Ci teniamo a precisare che è compito di chi mette in esecuzione il sistema di disinfezione con nebulizzazione garantire un prodotto disinfettante compatibile e nel giusto dosaggio con quanto prescritto dalla legge, in modo da non arrecare danni o effetti indesiderati su persone o beni materiali. 

Ogni prodotto utilizzato sia biocidi o presidi medico-chirurgici (PMC) deve essere approvato in modo preventivo dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dal Ministero della Salute. 

Sanificazione, disinfezione o igienizzazione

Termini come sanificazione, disinfezione e igienizzazione hanno significati differenti che non bisogna confondere. Per tale ragione offriamo un approfondimento dei tre termini: 

Sanificazione:  è un intervento necessario per rendere sano un ambiente, per esempio una cleanroom, e comprende le fasi di pulizia, igienizzazione e/o disinfezione, e di miglioramento delle condizioni ambientali, qualità dell’aria, temperatura, umidità e ventilazione. La sanificazione riduce o abbatte i microrganismi patogeni nell’immediato.

Disinfezione: è un trattamento che con l’utilizzo di sostanze disinfettanti (biocidi o presidi medico chirurgici) riduce la presenza di agenti patogeni in ambienti, superfici e materiali, distruggendoli o rendendoli inattivi in una percentuale considerevole ma non totale perché altrimenti si tratterebbe di sterilizzazione.

Igienizzazione:  è un procedimento di pulizia di ambienti, superfici e oggetti con sostanze in grado di rimuovere o ridurre gli agenti patogeni e sostanze nocive. I prodotti igienizzanti per esempio l’ipoclorito di sodio o candeggina sono attivi contro i microrganismi patogeni, ma non sono considerati disinfettanti in quanto non autorizzati dal Ministero della Salute come presidi medico chirurgici. 

Impianto di nebulizzazione sanificante e manutenzione

Arrivati fin qui, è opportuno spiegare qual è la giusta manutenzione da fare in un impianto di nebulizzazione sanificante. 

I prodotti adatti alla nebulizzazione devono essere solubili in acqua, avere un pH alcalino o neutro, non essere oleosi o a base alcolica. In questo modo si evitano effetti dannosi abrasivi e indesiderati su persone ed oggetti esposti alla nebulizzazione. 

È bene considerare come i vari prodotti igienizzanti siano differenti tra loro in quanto possono essere aggressivi per le superfici da sanificare. Alcuni possono provocare un’usura delle parti dell’atomizzatore con cui vengono a contatto, richiedendo frequenti cure e manutenzioni. 

Altre soluzioni, per esempio, a base di ipoclorito di sodio come la candeggina possono avere un effetto aggressivo sui metalli e sui polimeri nelle guarnizioni, provocando ruggine e un’usura precoce, richiedere continua manutenzione e sostituzione degli elementi. 

Nebulizzazione, ozonizzazione e fotocatalisi

Quando è necessario sanificare un ambiente è possibile utilizzare sistemi combinati che utilizzano ventilatori di nebulizzazione per diffondere nell’aria l’effetto biocida sanificante. 

Questo effetto può essere prodotto dalla fotocatalisi o dall’ozonizzazione

Il sistema di nebulizzazione può essere combinato con questi procedimenti di sanificazione quando in alcuni ambienti, per esempio tipografie industriali o cantine di affinamento vini in botte e barriques, è necessario umidificare e nel frattempo sanificare periodicamente. Ma è chiaro che è possibile utilizzare la sanificazione anche in assenza di nebulizzazione e mediante degli strumenti opportuni.

Questi tipi di procedimenti sono stati adottati in presenza del virus Covid-19 ma sono anche adottati per prevenire muffe, batteri e acari. 

La sanificazione con ozono, riconosciuta dal Ministero della Sanità, è un metodo efficace per abbattere batteri e virus. Questo procedimento non può essere messo in azione in presenza di persone o animali, ma solo in ambienti in cui non è consentito l’accesso. 

La fotocatalisi è un sistema efficace e permette, tramite la produzione di ioni ossidanti, di eliminare odori, metalli pesanti e batteri. Questa, a differenza della ozonizzazione, può avvenire in presenza di persone perché non causa alcun effetto nocivo. 

È importante sottolineare che entrambi i sistemi di sanificazione non lasciano residui chimici e se usati nel modo corretto sono molto efficaci. 

L’umidificazione in cantina per barriques e tini

Le cantine sono più suscettibili agli sbalzi di temperatura e umidità. Pertanto, deve essere possibile intervenire modificando i parametri in modo che rimangano all’interno di un certo intervallo di valori. 

Questo tipo di problema è accentuato per  le cantine non interamente interrate o con grandi aperture, in quanto tendono a riscaldarsi più velocemente in estate, perdendo i giusti valori di umidità. L’umidificazione è necessaria per mantenere umido il legno delle barriques, botti e tini.

È bene evitare di utilizzare metodi grossolani per bagnare le superfici perché possono produrre un tasso di umidità incostante e creare la formazione di muffe indesiderate. La soluzione ideale è umidificare in maniera equilibrata, producendo vapore freddo che evapora in modo automatico e continuo. 

La nebulizzazione ad alta pressione è, dunque, la soluzione ideale per umidificare l’ambiente della cantina in modo controllato. 

Umidificazione per banchi ortofrutta

I banchi di frutta e verdura spesso presentano un’umidità insufficiente a causa delle condizioni ambientali. L’aria condizionata d’estate e il riscaldamento d’inverno sottraggono l’umidità facendo regredire rapidamente la freschezza dei prodotti esposti.

I prodotti come cavolfiori, carciofi, frutta e verdure a foglia larga tendono ad avvizzire e perdere la loro consistenza, con il risultato di essere invendibili o dando l’impressione che il punto vendita non presenti i migliori prodotti. 

Atomizzare frutta o verdura è una soluzione efficace, economica e offre diversi benefici:

  • Fornisce un tasso elevato di umidità che mantiene la freschezza dei prodotti.
  • Evita ai prodotti freschi esposti di marcire.
  • Dona un’immagine professionale a chi espone il prodotto perché dimostra cura e dedizione per i prodotti.
Call Now Button